Wunderkind, carne al sangue e velleità omicida.

Ho un’avversione particolare verso quegli autori che non finiscono i libri.
Come l’anno scorso, che sono arrivata al penultimo capitolo di Tunnel (Gordon Roderick, Williams Brian), ho capito che non sarebbe finito e me lo sono data sui denti e sulla fronte.
Mi verrebbe da legarli (gli autori) ad un argano e frustarli (-Perché?! Perché?!-). Poi, dopo avergli massaggiato le spalle, gli presterei il mio computer e, sotto la pericolosa minaccia che io rappresento, li costringerei a scrivere, punzecchiandoli colla forchetta della griglia.

Ecco, ora in pericolo c’è D’Andrea. Io lo sapevo che non ci dovevo cascare, ma quando entri in libreria e loro, piccoli, innocui, ti occhieggiano come cuccioli in un canile, con un invitante -15% appiccicato sulla copertina (15%? È uno sconto finto!), come si fa a dire di no? Lo sapevo. Ma l’ho comprato lo stesso. (Libri. Brutte bestie.)
Ovviamente, Wunderkind non finisce.
Non mi fossi tagliata le unghie, le strapperei.
Wunderkind è un macello. Letteralmente. Entri coi vestiti puliti, esci grondante di sangue. Sperando faccia bene alla pelle.
Ok, ho il gusto masochista di leggere cose che non mi fanno dormire la notte. Anche sei inizio a pensare che mi si sia inibito il senso del ribrezzo, perché continuo con queste robe che grondano sangue senza quasi accorgermene.

Però leggere W non è stato male.
La notte non dormo (ma è anche il caldo e che non trovo una posizione oltre a quella supina in cui non mi schiaccio il seno), ma ho come la sensazione che leggere di tutti quei corpi straziati mi abbia quasi… purificato.
Una catarsi rossa.
Insomma, avete presente quei pensieri cattivi (di prendere il coltello più grosso che c’è in cucina, quello che fa quel maledetto rumore quando spezza le ossa di coniglio, e usarlo contro qualcuno), quelli per cui ti vengono i sensi di colpa.
Ultimamente (da qualche anno a questa parte, ma diciamo che le cose stanno precipitando), è il vagheggiamento di rimanere orfana che mi solletica le narici. C’è la parte razionale che blandisce i nervi (- Sono umani, hanno i loro problemi e i loro limiti. Sono anziani. Ti hanno sempre mantenuto e non ti hanno mai fatto mancare nulla d’indispensabile. Sono malati, sono stressati.-), ma la stanchezza e la rabbia bollono sotto pelle. Non posso fare qualcosa ai miei amati genitori, ma non posso neanche avere una crisi a causa loro. Allora cerco la furia e cerco il sangue. Nei libri.
Probabilmente ieri W ha evitato che dessi un pugno a mio padre. (W e il fatto che sono andata a pranzare – bistecca al sangue, dai?- in camera mia. Chiedetemi come ho fatto a mangiare carne leggendo W. Beh, non era ancora il pezzo della carneficina. Cioè, della carneficina grossa. Eh, dai, avevo fame, avevo cucinato io, e la carne al sangue mi piace. Mancava giusto un po’ di sale.)

D’Andrea ha il vizio di lasciarti sospeso.
Non so quante gliene ho tirato dietro perché finiva il capitolo in un posto e quello dopo iniziava da un’altra parte. Non lo fa a caso, neh, però ti lascia le dita tra i denti.
Aaaah, questi trentenni.
Ora questo libro così carino finirà avvolto in un rosario in fondo alla libreria (se trovo un rosario).
Perché i libri sono brutte bestie, e questa bestia in particolare mi fa un po’ paura. All’inizio usavo il protocollo di un racconto come segnalibro, ma poi non mi sono fidata, eh… chissà come lo tiravo fuori se lo lasciavo tra le pagine della fine (che non è fine).
Non so neanche dove metterlo, in libreria, perché se lo infilo tra gli altri del suo genere finisce che faccio una “zona nera”, e sarebbe proprio dietro la mia testa mentre dormo (la cosa mi mette ansia). Ma non posso metterlo assieme a libri innocenti. Li troverei stravolti. Mh. È un problema.
Rimarrà confinato lì finché non esce il resto della trilogia.
Mannaggia alle trilogie.
(Lo so, sono comode: non devi scrivere libri pesanti come mattoni e soprattutto, visto che in questo mondo bisogna complicarsi la vita e non si può fare una cosa per volta, puoi spezzettare il lavoro mentre cerchi di sopravvivere. Ok. Ma io odio gli autori di libri che non finiscono!)

Mh. Dite che dovrei parlare del libro?
Beh, ma non ne sono capace.
Diciamo le ovvietà. Ha una fantasia macabra e profondissima. E descrive in una maniera colossale. Che vuol dire? Che ti trovi i particolari sparati nell’occhio, anche quando vorresti vedere nulla. E, insomma. Ci sono delle cose che davvero non dovresti vedere.
È un libro da maschi. Lo dice una cresciuta circondata da cugini. Insetti, sangue, gente più o meno morta… tipo le cose che mi raccontava mio cugino grande facendo le voci strane (cose che non sopportavo già a cinque anni, ma ascoltavo comunque perché avevo una cotta per lui).
Poi, boh. Confesso che Gaiman e Barker per me sono solo nomi, che il metal e Bacon sono molto lontani dalla mia estetica (sono troppo vecchia). Forse per questo il libro non mi ha preso nel profondo, ma di sicuro mi ha colpito di più.
Poi. Boh. I personaggi? (Non ho più voglia di scrivere.)
Beh, c’è il solito problema. Gli adulti trattano il ragazzino come se non sapesse allacciarsi le scarpe e alla fine succede il danno. Ma insomma. Si vede che ad una certa età non si è più capaci di parlare. Invecchierò anch’io così? Gli devono spiegare due robe e non lo fanno. Classico. Così il ragazzino, che è stato “lì, lì” per tutto il libro, alla fine si ritrova “più di là”. Grazie della fiducia. Fossi in lui diventerei cattivo per ripicca. Feh!
(Il solito problema degli adulti. Quindi dei libri dove ci sono gli adulti. Gli adulti dovrebbero essere banditi dai libri.)
Vabbeh.
Ecco. Non ci posso slashare. È proprio roba da maschio.
Però sono tutti belli, i personaggi. Oddio, non nel senso di signori Issimi, nel senso che sono fatti bene. Tutti tutti.

Forse la particolarità del libro (quello che ho sentito di più) è, come dire?
La reminiscenza.
La prima è stata della Storia infinita. Davvero. Per la cosa dei ricordi.
Poi ce ne sono un sacco che non ricordo e alcune che non ho saputo collegare. Eco senza origine. Cose vecchie. Cose che mi facevano paura da bambina.
Cose come incubi che ho dimenticato. Però li ha portati a galla.

Ecco, capite perché lo voglio chiudere in libreria.

2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Fabrizio
    Ago 04, 2009 @ 12:02:50

    Geniale!😉

    Rispondi

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