Le mischie sul blog di Larù!

Copio il commento che ho lasciato a Larù nell’articolo di oggi sul suo blog, perché mi è uscito tanto carino.

Come al solito Demonio mi toglie la maggior parte dei miagolii di bocca!

Larù, ti ringrazio tantissimo per la possibilità di fare mischia (FrrrFrrr! Mele si raccoglie un momento per assumere il suo migliore tono acido e polemico. Ha bisogno di qualcosa di verde, verde cattiveria, per l’ispirazione. Trovato! È un porta blister della cibalgina, ma può andare.).

Allora, andiamo con… beh, ordine.

Sì, il lettore ha il sacrosanto diritto di godere di un libro senza sforzo. Ma il lettore ha anche il sacrosanto diritto di godere, di un libro, anche della compiutezza artistica. (“Compiutezza” suona male… ma “perfezione” è un po’ forte, anche se vuol dire la stessa cosa)

Mi fa un po’ specie che si appiccichi uno stile a ciascun genere. E non so neanche che vuol dire “mainstream”, a momenti.
Ma che cavolata è? Stiamo facendo un tema? Dobbiamo scegliere se fare il saggio breve o l’articolo di giornale? Eh? Ma dai. Lo stile si applica alla persona, al momento, pure all’operazione intellettuale, se c’è, ma non certo al genere.
Insomma, ho capito che c’è il pubblico da soddisfare, e io sono la prima che desidera che il destinatario sia sempre tenuto presente durante un’operazione comunicativa qual è la scrittura (solito paragone colla musica, neh?). Ma non sarà mica il pubblico a decidere se un libro ha o non ha il diritto di possedere bellezza e arte!

Lasciamo da parte le mie enormi lacune e premettiamo, *solo* mentre ti espongo le mie teorie, quel che ti ripeto sempre: la bellezza è come minimo importante quanto la storia. (Adesso non ci mettiamo a disquisire su che cos’è la bellezza, eh!)

L’Ordine è una cosa difficilissima. Ordinare significa scriversi (su carta, mentalmente, pure istintivamente) un bel diagramma ad albero di quello che si vuole dire. Alt!
Cos’ha fatto la lettrice? Ha preso un pezzo di libro e l’ha riscritto in modo che *per lei* fosse più ordinato e “facile”. *Per lei*: per lo schema che lei applica a ciò che legge. Magari un altro lettore (più colto, o più allenato, o più sensibile, non è importante adesso) avrebbe trovato, e quindi goduto, lo schema utilizzato dalla scrittrice.

L’ordine, come il senso della bellezza, è estremamente personale, sia perché ognuno ha una… come chiamarla? Vista? Capacità di cogliere la struttura narrativa? Diversa, sia perché ognuno ha il suo schema preferito.

Alt! Prevedo un’obiezione: lo schema c’è sempre? Beh, sì. *Secondo me*. Come quando i matematici dicono che si può trovare una formula per tutto (dall’andamento demografico delle rane in uno stagno al miglior posto dove parcheggiare): anche nella poetica di uno scrittore c’è una formula particolare. Con un numero da mal di testa di varianti, certo.
D’altronde, la matematica è anch’essa un linguaggio.
L’ordine dev’esserci, altrimenti ogni storia andrebbe a rotoli come una patata che cade dalle scale.
To-pomf to-pomf to-pomf.
(Al che qualcuno può obbiettare che anche la patata arriva alla fine, e che anche la patata ha una formula che segue nel cadere. Aspetti un attimo che raccolgo la saliva per sputargli in bocca, perché quelli che fanno finta di non capire i paragoni mi fanno venire le ovaie quadrate.)

Altra obiezione: L’ordine è innaturale. Come mai dovrebbe venire diciamo “spontaneo” (come sembra che io sottintenda) essere ordinati?
Ehm. Perché cerchiamo sempre la via più vantaggiosa per arrivare ad un punto?
Ehm… perché siamo animali intelligenti? Più intelligenti di quanto normalmente ci consideriamo? (Alt! Vantaggiosa, non breve: se ho fretta scelgo la più veloce; se ho un’oretta e un paio di cinquanta euro scelgo quella con più negozi; se ho solo voglia di rifarmi gli occhi scelgo quella che mi porta a costeggiare la palestra quando esce la squadra maschile di pallavolo. Neh?)

Soprattutto quando bisogna gestire salti temporali e variazioni di pov, cioè complicarsi la vita, bisogna essere ordinatissimi, attentissimi, e non lasciarsi prendere dal panico.
(E insomma, Larù! Nelle tue storie ci sono incastri misurati al millimetro. Questa cosa che dico la sai e strasai.)
Ce ne sono sempre meno perché sono anticommerciali? Perché non si è più capaci di scriverli, o non si ha più la pazienza per farlo? Ah, boh. Io che ne so?

Riguardo al “falso semplice”. Allora, “falso semplice” non mi piace, perché mischia il livello dello scrittore e quello del lettore. Si intende un modo di scrivere che ricerca con buoni risultati la semplicità e la chiarezza, giusto? (No, perché… sai io come vado in palla sulle definizioni. Cos’era, quella volta? L’allegoria?)
Ecco. Per il lettore, è semplice punto e basta. Uno schema che il cervello assorbe subito e che soddisfa il piacere che la mente prova nei confronti di tutto ciò che è ordinato. Perché *non* si può dire che ciò che è semplice *non* sia ordinato.
Anzi, la semplicità è l’apoteosi dell’ordine. Pensa alla bellezza di un viso, di un viso ideale, non reale. La simmetria. Che è una cosa banalissima: un elemento e il suo speculare. Ordinato e di immediata comprensione (comprensione non nel senso che tu capisci perché ti piace una cosa, ma che subito assorbi – scusa se lo ripeto, mi sembra il verbo che più spiega ciò che intendo -, fai tua la bellezza di un qualcosa).
Semplice. “Semplice” è una delle parole più belle che esistano.
Lo dice una che della complicatezza ha fatto il suo marchio di fabbrica (e si è presa un sacco di pedate sulle dita per essa).
Per lo scrittore. Qui, un enorme, rumoroso BOOOOOOOOH! Chiedete a Larù, alla scrittrice, cosa è semplice per uno scrittore (ok, sei una *scrivente*, me l’hai già detto…). C’è chi si rompe la testa sulle grazie delle lettere e c’è chi caga oro. (Scusa il termine)
C’è chi ha bisogno delle dita per fare le addizioni, c’è chi ti trova i numeri primi a mente.
Nel primo caso, è un lavoraccio da puzzare come porci che si sono rotolati nella loro meLma per una vita. Nel secondo è il meraviglioso esempio della genialità di una mente estremamente complessa.

Ohé, come mai sto complicando così la questione? Ecco, hai a che fare con una persona terribilmente disordinata! Cosa ci scommetti che quello che ho blaterato fin’ora si può sintetizzare in metà parole?

Passiamo all’impoverimento culturale, dove mi genufletto ma non sono del tutto d’accordo con Demonio. Per pura vanità ovviamente, perché non sono né un mostro di grammatica (e certe volte mi accorgo di essere persino un pelo sotto la media della decenza), né una persona di grande cultura (Woolf? Ehm… se non avessi mai letto nulla della cara signora?). Però, parlando con Enorme Modestia, ho il senso della bellezza e so apprezzare la complicatezza tanto quanto la semplicità.
Anche se quando avevo quattordici anni mi piaceva accoppiare Secchan alle Mary Sue in terribilmente melense ficcyne. (Oddio, il “terribilmente melense mi è rimasto”. Uhm. Devo averlo insito nel nome.)

Riguardo Esbat. Occielo. “Falso semplice”. Mmh. Sì?
Sappiamo, o perlomeno io mi ricordo, il lavoro di bisturi (e anche scure, dai) che hai fatto.
Lo hai fatto per trovare la formula della patata che cade dalle scale.
C’è Hyoustuki che poverino cammina su bucce di banana, cera fresca e biglie.
C’è lo stomaco che a momenti ti casca nelle mutande (Ti ricordi quando ti ho scritto: “Mi hai ammazzato il convivente!”).
(Ma come al solito io sto facendo un pastrocchio di ricordi riguardanti Esbat e Sopdet.)
Non so se è “semplice”, oppure è il ritmo (il “to-pomf”) che ti tira per il naso fino alla fine.
Perché la casualità è estremamente complessa.
Oddio. Proprio non so se è “Falso semplice”. Però è bello, gustoso nel senso che ho scritto in cima.
Anche se l’exploit è Sopdet. Sopdet è un “Wow” stilistico pur colle pecche della “prima” stesura.

E sai che faccio? Copio incollo questo commento nel mio blog e ci faccio un post. Ecco.

(Mele zampetta via allegra perché queste battaglie – sì, contro mulini a vento, ma che importa – la sollazzano immensamente e ti ringrazia ancora)

29 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. demonio pellegrino
    Ago 27, 2009 @ 00:26:27

    ciao Mele…mi fa piacere vedere che non sono il solo ad avere certe idee…pero’ volevo chiederti cosa sia la p…a, su cui dici che abbiamo la stessa opinione. Sono arteriosclerotico in questo periodo. Parecchio.

    Rispondi

  2. palanmelen
    Ago 27, 2009 @ 00:48:50

    La politica, naturalmente.
    Innominabile perché perfino Larù ringhia, se mi scappa qualcosa.

    (Sempre meglio una che ringhia di quei piagnoni che “Oh, voi di destra siete brutti e cattivi”, o “Oh, voi di destra siete tutti squadristi e ve la prendete cogli innocenti”. Ma queste cose non le andare assolutamente a riferire in giro che ci tengo all’amicizia di certe persone, eh…)

    Rispondi

  3. demonio pellegrino
    Ago 27, 2009 @ 01:10:49

    dillo a me che sono un leghista con 50% di sangue toscano e 25% di sangue lombardo…quanto godo quando dico che voto lega e vedo le facce delle persone incredule che pensano che non sia possibile…ma che dici? tu leggi…tu parli coerentemente, tu usi i congiuntivi. Non puo’ essere vero.

    Ebbene si’.

    Rispondi

  4. Mele
    Ago 27, 2009 @ 01:16:55

    E’ un classico.
    Io sono peggio! Ai tempi belli delle superiori (in tre di destra su diciassette persone) mi accusavano addirittura di incoerenza, per cose tipo che so a memoria tre strofe dell’Inno di Mameli e perché sono bisessuale. Come dire che il diritto ad alcune cose (tipo la cultura o la sessualità), ce l’hanno solo loro.
    Soprattutto poi quando si tratta di castigare i presunti peccati altrui. Neh?

    Rispondi

  5. demonio pellegrino
    Ago 27, 2009 @ 01:20:49

    Finti colti, dunque: D’annunzio e la sua brigata MAS non gli hanno insegnato niente…dovrebbero rileggersi la sua vita.

    Rispondi

  6. Mele
    Ago 27, 2009 @ 01:30:06

    Guarda, a me basterebbe che smettessero di rompere le balle e avessero la decenza di non considerarsi luminari del mondo. Poi, se restano ignoranti, tanto meglio: più facile sconfiggerli o piegarli.
    (Non è che sto dicendo di essere io, il luminare, eh. Passasse qualcuno colla voglia di travisare, specifico.)

    Rispondi

  7. demonio pellegrino
    Ago 27, 2009 @ 01:33:39

    Si’, a me quello che da’ piu’ fastidio e’ la boria, la presunzione che siano detentori della verita’ e della vera cultura e della vera morale.

    Ora. io voglio sentirmi libero di pensare con la mia testa e gridare che, tipo, moravia FA CAGARE. Fa cagare perche’ l’ho letto e mi ha fatto cagare. Non perche’ non lo capisco o perche’ non l’ho letto. Ecco, e poi trovi i soloni che ti dicono che invece tu no non l’hai capito e che non si puo’ dire che fa cagare.

    Sulla morale, poi: tutti contro Papi (giustamente, berlusca e’ indifendibile). Ma il Sircana che va a trans andava bene? Vendola che va a mignotte va bene, lui? Il deputato dell’UDC Mele che ando’ con la mignotta Pocahontas, mentre sua moglie era incinta di 9 mesi, e che ora e’ ricandidato, lui, va bene?

    Boh.

    Rispondi

  8. demonio pellegrino
    Ago 27, 2009 @ 01:36:01

    specifico: andare a mignotte non e’ male. Anzi. Se pero’ uno dice che e’ brutto, allora dev’essere brutto sempre.

    Rispondi

  9. Mele
    Ago 27, 2009 @ 01:43:05

    Annuisco convinta.
    Poi mi fermo e penso: sia mai che queste cose stanno diventando i luoghi comuni della destra sulla sinistra?
    (Sia mai che sono troppo stanca?)
    Boh, appunto.
    Ma che ore sono da te, le sette, le otto?
    Vado a letto. Prima che mi vengano le borse e le rughe. Altrimenti la maglietta me la legate in faccia (e sarebbe un peccato, perché è la parte più bella di me).

    Rispondi

  10. demonio pellegrino
    Ago 27, 2009 @ 01:47:31

    Buonanotte, giovine padana.

    Rispondi

  11. Mele
    Ago 27, 2009 @ 11:14:55

    Domanda del giorno: ma io questa mattina cosa intendevo?

    Rispondi

  12. demonio pellegrino
    Ago 27, 2009 @ 14:05:33

    mmm, in che senso?

    Rispondi

  13. palanmelen
    Ago 27, 2009 @ 14:29:35

    Eh, appunto. boh.
    La cosa dei luoghi comuni.

    Rispondi

  14. demonio pellegrino
    Ago 27, 2009 @ 14:36:11

    ne ho quanti ne vuoi, di luoghi comuni:

    1) non ci sono piu’ le mezze stagioni.
    2) l’importante e’ partecipare.
    3) Conta il pensiero.
    4) non si sa piu’ come vestirsi: si passa direttamente dal cappotto alle mezze maniche.
    5) I giovani non hanno piu’ valori.

    Scegline uno…

    Rispondi

  15. palanmelen
    Ago 27, 2009 @ 14:53:30

    Il mio preferito è: Si stava meglio quando si stava peggio. (di solito correlato a: non ci sono più i giovani di una volta)
    Che mi fa sempre pensare: si vede che i giovani di una volta sono stati genitori di meLma.
    Ma siamo andati fuori tema eh…

    Rispondi

  16. demonio pellegrino
    Ago 27, 2009 @ 14:57:19

    allora parliamo dei cattocomunisti.

    Rispondi

  17. palanmelen
    Ago 27, 2009 @ 19:44:59

    Ma che argomenti tristi!

    Rispondi

  18. demoniopellegrino
    Ago 27, 2009 @ 20:42:42

    W di cui parli di la’ e’ Wunderkind? Non l’ho letto…ma ho letto quello che ne hai scritto tu.

    Rispondi

  19. palanmelen
    Ago 27, 2009 @ 21:19:14

    Sì sì. Avrei dovuto scrivere tutto il titolo, ma W è molto più comodo. e poi GL lo chiama così.

    Rispondi

  20. demoniopellegrino
    Ago 27, 2009 @ 22:21:50

    a sto punto immagino che GL ne sia l’autore. Sono lento.

    Non m ifido molto delle recensioni, ma devo dire che – non ricordo dove – ne avevo letto maluccio. Boh. Lo mettero’ nella lista dei (molti) libri da comprarmi a Natale quando rientro in Italia…

    Rispondi

  21. Mele
    Ago 27, 2009 @ 23:32:08

    Uuh! Demonio torna in Italia!
    Ne hai letto maluccio. Su Gamberi fantasy, forse?
    L’ho letto con un paio di pregiudizi sull’autore perché le nostre opinioni divergono (e a questo proposito ti consiglio vivamente di NON andare sul suo blog PRIMA di aver letto il libro. Ma è un consiglio da seguire davvero.) su temi abbastanza importanti da influenzare un libro fantasy (cioè: immagina Lenin che scrive un fantasy. Come sarà la sua società perfetta? Chi sarà il cattivo che vuole conquistare il mondo? “Influenzare” con questo significato). E poi voi trentenni (rientri nei trenta, no?) riuscite a essere così supponenti… (e non dire che lui potrebbe ancora avere 29 anni, perché per me non c’è differenza. Sempre vecchio è. — oddio, questo mi fa ricordare che fra un po’ ci arrivo anch’io. NOOO!!)
    E invece mi è piaciuto. Può darsi che sia anche stata influenzata dal momento (come ho scritto nella recensione. Recensione? Uhn.), però mi ha coinvolto, si è fatto vivere, mi ha messo addosso ribrezzo e dolcezza.
    (Anche se un po’ si sentono certe cose… tipo il metal – la musica metal. Che diciamo non è proprio il mio genere. A livello di testi.)

    Rispondi

  22. demonio pellegrino
    Ago 28, 2009 @ 01:06:20

    Immagino quindi che sia come nei libri di de carlo, nei quali il buono e’ sempre il fricchettone suonatore di bonchi mezzo allezzito, mentre il male e’ il tipo di destra che vota DC (prima) o Berlusconi. Capisco.

    Non mi lascio influenzare dalle opinioni politiche dello scrivente, quando si tratta di opere di fantasia. A patto che non mi faccia il pippone sociologico anti destra a ogni pie’ sospinto. In questo senso, Pan di Dimitri mi piacque molto, perche’ non c’era il vero buono. E il personaggio in cui mi ritrovai di piu’ era il punk metallaro, anche se neanche a me il metal piace.

    Si’, rientro nei trenta, che ho superato allegramente da un pezzo. E so essere supponente, effettivamente. Piu’ che altro ci vado giu’ spesso a ghigna dura, soprattutto quando ho a che fare con persone che fanno i fenomeni.

    Allora non andro’ sul blog di questo GL finche’ non avro’ letto il libro.

    Rispondi

  23. Mele
    Ago 28, 2009 @ 11:23:01

    Tranquillo, c’è molto metal e poca politica. O perlomeno mi è sembrato così.
    Cioè, il pippone anti destra non me lo ricordo. Ricordo un’ondata di sangue.

    Rispondi

  24. demoniopellegrino
    Ago 28, 2009 @ 21:58:05

    IL sangue non e’ un problema. Lo e’ De Carlo quando scrive per l’ennesima volta lo stesso libro, cambiando solo il nome dei personaggi.

    Rispondi

  25. palanmelen
    Ago 29, 2009 @ 23:21:43

    😄. Meglio per me che non lo conosco, allora! (Però procurati un impermeabile, eh, per W.)

    Rispondi

  26. demonio pellegrino
    Ago 29, 2009 @ 23:55:33

    dopo che mi avevi detto che gamberetta ne aveva parlato male sono andato a leggermi la sua recensione. Effettivemente non ne ese bene. Ma nella recensione ha sparato anche parecchie cazzate su la guerra dei mondi. Glielo hanno fatto notare anche tra i commenti: quello che scateno’ l’isteria in america non fu il libro, ma il programma radiofonico presentato come un giornale radio vero…per cui almeno in questo caso gamberetta ha giocato sporco. Poi sulle altre cose che dice, non so, ma li’ ha cannato.

    Io sta gamberetta non la conoscevo. Sara’ che non sono un appassionato di fantasy.

    Rispondi

  27. palanmelen
    Ago 30, 2009 @ 01:09:06

    C’è un post di Fabrizio (Fabrizio Furchì nel Blogroll di Larù) sulla storia di Gamberetta e guerra dei mondi (La Guerra dei Gamberi, del 27 maggio).
    Sul resto io sto promettendo a desta e manca che ci scrivo un post, ma… campa cavallo.
    Non che abbia le basi per confutare le critiche sul piano tecnico. Su quello delle sensazioni, sì.
    (Ora sto lavorando all’articolo/racconto di oggi e mi fuma il cervello…)

    Rispondi

  28. demonio pellegrino
    Ago 30, 2009 @ 06:39:32

    di che parla il racconte su cui stai lavorando? Lo puoi dire?

    Rispondi

  29. palanmelen
    Ago 30, 2009 @ 11:12:09

    Ah! Postato!

    Rispondi

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