Leggere W. 2.

Capita che io stia leggendo Un giorno, cose terribili (L. Botti). E che mi metta a pensare: “Toh, sacrifici di bambini, un ragazzino ‘magico’ per protagonista… Umh. Ah, ecco! Wunderkind!”
E capita che io mi ricordi che stavo scrivendo qualcosa. Che non ho più postato. Che è qui sul mio desktop dal… 19 settembre.
Cioè, non so se vi rendete conto.
Archiviamo quello che ho scritto a settembre, vi va?

Comunque, a parte i sacrifici e i ragazzini superdotati, una cosa che li accomuna (i libri, non i superdotati) secondo me, è la critica.
Penso fosse Larù (che sarebbe Lara Manni, per la cronaca), a scrivere, qualche decennio fa del grande scarto tra la psicologia del personaggio e come lui scrive su msn. Lei ed altri, certo.
Somma Maestà (il gatto), Larù del mio core. Permettetemi di dissentire.
Premetto che quella traduzione è anche solo per lo sforzo un gioiello. Passare da un linguaggio non convenzionale a un altro linguaggio non convenzionale.
Premetto che un ragazzo non è un geniaccio solo perché legge Tolkien.
Premetto che a dodici anni (o all’età che ha, insomma), uniformarsi agli altri non è una questione di stile o di branco, ma significa solo “avere dodici anni”.
Premetto che le nuove generazioni di francesi parlano in un modo che noi dobbiamo ringraziare da noi stia scomparendo solo il congiuntivo, e premetto che quando scrivono messaggi, chat o robe del genere, il loro linguaggio diventa un codice inaccessibile.
Ecco, ho premesso tutto e non ho più niente da dire.
Anche a me da fastidio tutto quel “kappeggiare”, tagliuzzare, punteggiare e interpretare. È che io non conosco quel particolare gioco linguistico. Colpa mia che son vecchia, che non ho letto il libro in originale, che non sono una giovane francese (senza offesa, ma grazie al cielo!).

In W. Caius. Questo è stato scritto da Gamberetta, anche qui, mesi e mesi e mesi e mesi fa. “Questo” è che non va bene quando all’inizio GL dice che siccome il poverello era la versione tisica di Klara (quella di Heidi), e quei bastardi dei suoi genitori non gli avevano mai comprato il nintendo, allora era più intelligente degli altri.
Allora, io non mi pronuncio sul piano tecnico, perché lì sono una mezza sega e punto. Però a me non ha dato ne fastidio ne ha fatto tristezza (umh. “fare tristezza” esiste?).
Perché: 1. Io leggo il libro come se GL mi stesse raccontando una storia. 2. So che quella è un’opinione sua personale, e non capisco perché non dovrebbe esserci. 3. Mi ha dato il pretesto, all’epoca (la scorsa estate) di esclamare vittoriosa: “Ah! ’79!”, ricordando che giochini penosi c’erano negli anni ottanta, tipo quello in cui dovevi spostare l’omino per fargli prendere i pesci che saltavano fuori dall’acquario (gioco a cui ho giocato anch’io – finché mia sorella non se l’è ripreso- visto che i miei genitori non mi avrebbero preso un videogioco neanche a pagarli oro, neanche a riordinare camera mia, siccome erano convinti –ora, visto i risultati, si sono ricreduti- che mi avrebbe spappolato il cervello). Sì, ok, non c’erano solo i giochini penosi, ma sono stata segnata anch’io dall’assenza dei videogiochi durante la mia infanzia. Posso esternare liberamente la mia invidia sul mio blog? 4. Non sono d’accordo, e allora? Come direbbe GL, non sono abbastanza grande/intelligente per capire queste cose. Allora gli risponderei: “gnè gnè”, allora lui direbbe: “sei proprio leghista”. Ma la cosa mi attizza, non m’intristisce proprio.
Comunque. Il punto fondamentale è che mi piace sentire la voce dell’autore.
Perché il lettore dovrebbe vedere la storia stessa e non l’autore? L’autore esiste. La storia no (sì, esiste come storia, ma non sofistichiamo!). E per fortuna.
Già ho i mostri sotto il letto, ci mancano solo gli squilibrati gonfiati e plasticosi che si fanno scoppiare in centro città. (Intanto abbiamo i terroristi. Non so cosa sia meglio)

Proseguiamo colle prodezze critiche di Gamberetta. Insomma, non così a caso. Avevo detto (a GL?) che non ero propriamente d’accordo con la sua recensione, a cui ero arrivata in un modo arzigogolatissimo (del tipo: blog di GL – blog di Fabrizio – recensione di Gamberetta). Non voglio sollevare questioni, partiti, cazzate varie su questo e su quello che dirò, ok?
Però, permettetemi una specificazione.
GL? Sì, lo so che sei qui, trasparente come un fantasma (brutto comunista, non è che mi lasci un saluto, neh? Bastardo… che la lega colpisca te e i tuoi figli fino alla settima generazione!). Sono una tua *fan*? Se sono una leccaculo non lo sai, visto che di persona non ci conosciamo (per tua fortuna).
Ok, mi devo confessare: il rimming mi piace da bestia.

“Paulus si mosse a disagio, osservando un affresco il cui soggetto non era solo volgare, ma addirittura sinistro. La vernice con cui era stato disegnato, di un appariscente rosso scarlatto, doveva essere stata di qualità scadente, perché una miriade di gocce e sbavature si dipanavano dalla figura centrale dando allo spettatore un’idea di malsano sadismo.” Etc etc.
Dice che non è una descrizione, perché non ha oggetto.
Io mi ero chiesta, leggendo il libro, che descrivesse.
Descrive la vernice rossa e la sensazione.
Allora: abbiamo un posto oscuro che puzza di “magia nera” (ehm. Permuta liberale?) da far invidia ad un pesce morto da una settimana. Paulus sta seguendo il fratello che è fuori come una corona di Natale. Quello che vedo io è luce rossa e ombre senza contorni.
C’è qualcosa da descrivere? O è tutta una fantasia di Paulus? GL doveva dirci: c’è il cartellone della pubblicità della crema solare, quella del cagnolino che smutanda la bimba?
Che tra l’altro, se non ho letto male, sti due stanno girando in un posto illusorio.
Che deve descrivere? Le sensazioni. E lo fa.
Ciao.
(Ah. E se davvero quelli della Mondadori erano convinti che W fosse un libro per ragazzi… ditemi, come avrebbe potuto GL scrivere qualcosa di veramente scabroso senza subire l’attacco del Moige?)

Riguardo all’appunto (chiamiamolo così) che fa sulla scena in cui Caius è mezzo svenuto sulla spalla di Gus…. Sinceramente non ho capito quale fosse il problema.
Che avrebbe dovuto far vedere, nel momento in cui usa gli occhi, le orecchie, l’intestino di Caius, che guarda caso in quel momento è peggio che fumato? Anzi, secondo me il risultato finale è addirittura realistico.
E poi, scusate: chi obbliga a descrivere tutto col lanternino? Mica è un film di Tarantino. Mica è un manuale di chirurgia. Secondo i miei standard c’è addirittura troppo sangue, ringrazio il cielo che mi abbia risparmiato alcune cose. Che abbia alleggerito il carico.
Altrimenti lo piantavo lì (il libro, non GL), vaffanculo e tanti saluti.
Cos’è, la fiera del sadico? La masturbazione del carnefice? Ci vuole anche un po’ di pudore, certe volte.

La falsità.
1.“Aveva paura. Quella nuova, terribile sensazione aveva piantato gli uncini nella sua carne per la prima volta soltanto quattro giorni prima, e ora sembrava essere diventata la sua fedele compagna.”
2.“Il sangue sgorgava e spruzzava, mentre il Chanyde non si ribellava al suo assalto, inerte. Buliwyf poteva avvertire l’afrore del sangue nelle narici, poteva gustarne il sapore (dolce, oh, quanto dolce!) nella bocca e persino vedere giochi d’ombra tra i fumi di vapore che salivano dalle ferite aperte.”
1. Che c’è di male in “fedele compagna”? Sì, magari uno di quattordici anni penserebbe “quella troia mi sta attaccata al culo”, ma uno di trenta, almeno quando scrive, è più fine. Non mi sembra una cosa scontata. Mi sembra ironicamente malinconica. Da “adultino”, sì: ma cosa impedisce che Caius lo sia? Prima cosa. Seconda cosa: cosa impedisce all’autore di prendere il pensiero della sua creatura e dargli una forma più bella?
2. Che c’è di male in “dolce, oh, quanto dolce!”? Trattandosi di un licantropo, sarebbe stato meglio “dolce, Uh, quanto dolce!”. Lei non dice/pensa “Oh”, e altri amorosi sospiri. E non pensa che possa dirli/pensarli un tipo come Buliwyf, che tanto per rimanere nel suo ruolo di brutto e cattivo, sta insieme ad una “donna” che nemmeno più toccare. Certo, Buliwyf è lo stereotipo del lupo mannaro, neh? È quello che non sospirerebbe mai (alt! Perché “Oh” in genere indica una cosa del genere. Un fiato, un sospiro, un’esternazione vocale di estasi. Se la scambiate per “O” vocativo o qualcos’altro… beh, non so che dirvi) di piacere mentre sente il sapore del sangue. NEH?

Lo spostamento del punto di vista.
Quando la professoressa nota (Così!! Per caso!! Ma ci rendiamo conto!!) che il nome di Caius scompare dal registro.
Fa niente se intanto Caius sta sparendo dalla realtà.
Fa niente se la scuola stessa sta diventando un’entità fantasma.
FA NIENTE! Capito?!

Il figo tatuato.
Che sarebbe Gus, giusto?
Ecco, de gustibus etc etc.
Però, dai. Un pelatone pompato tipo metallaro con giubbotto di serie. Un… un… (Spoiler) insetto.
Bleah!
Che gusti, signorina.
Ma non è molto più figo Buliwyf?

Lawful good contro chaotic evil.
Questa me la segno.
Fa niente se i good cercano di far fuori un ragazzino di quattordici anni, neh?

Ecco. Con questo terminerei.

Anzi, con altre notine (che magari ho già detto).
Non ho idea di chi sia Gaiman o Barker. E francamente non mi interessa poi molto.
Non ho mai letto la Troisi. Non credo che i suoi libri contengano la chiave di lettura per quelli di GL, quindi non la leggerò neanche ora.
GL, non trattar male Demonio, che non ha ancora comprato il tuo libro, a quanto mi risulta.

(PS: Un paio di scuse per aver tardato tanto le ho. 1. Non ho particolare voglia di scrivere al computer. Fosse stata una conversazione telefonica, mi sarei addirittura dilungata. 2. Una scusa si chiama “esame di ammissione di canto”. 3. Un’altra si chiama “dramma pazzesco per orrendo ripiego universitario dell’ultima ora”. 3. Poi c’è “yeeeh, inizio del conservatorio”. 4. “FRANCESEEEEEEEEEEEEEEEE”.
Sì, sono due paia di scuse.)

8 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. demoniopellegrino
    Nov 10, 2009 @ 05:55:39

    Il rimmel e’ cosa buona e giusta. Pero’ anch’io sono leghista, quindi non faccio testo.

    No comment sul libro, che non ho letto e non credo leggero’. Tanto non lo capirei, perche’ sono leghista.

    Rispondi

  2. palanmelen
    Nov 10, 2009 @ 17:10:56

    Ma che ci vuoi fare, Demonio?
    Noi siamo leghisti, ma lui è del ’79.

    Rispondi

  3. G.L.
    Nov 10, 2009 @ 19:19:12

    Gnè gnè gnè!

    Rispondi

  4. palanmelen
    Nov 11, 2009 @ 00:30:01

    GL!
    Ti darei un bacio.
    Ma ho la bronchite.
    Di nuovo.

    Rispondi

  5. Fabrizio
    Nov 19, 2009 @ 23:38:26

    Pare che gli Gnè-Gnè-Gnè qui si sprechino. QUinDi sono costretto a metterci le “G” maiuscole per differenziarli.

    E comunque credo che Gus risponderebbe con un: “Figo?! Figo un gran paio di palle…”
    E Gus di sicuro non è interista, vero G.L.?

    Rispondi

  6. palanmelen
    Nov 19, 2009 @ 23:47:52

    Sarebbe figo se fosse un ultras della Dea.

    Rispondi

  7. Gus
    Nov 19, 2009 @ 23:57:50

    Fanculo alla Dea. Io sto con la Vergine di Ferro.

    Rispondi

  8. palanmelen
    Nov 20, 2009 @ 16:35:51

    Gus è bello, Bepi è meglio.

    Rispondi

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