1
Ci voleva la Ele-Calciatrice (ormai devo distinguerle per mestiere, i numeri non mi bastano più) a tirarmi su il morale. Con questa cosina qui.
Ma è solo una mia impressione o ai miei coetanei piacciono le tette piccole (lasciando da parte la conferma che mi diede mio cugino tempo fa, perché lui è del ’94 – o ’93? -, che è già un’altra generazione. Ragazzini che sembrano dell’altra sponda e girano colle foto delle compagne in topless sul cellulare… -E qui scapperebbe la domanda bastarda : “ma sei sicuro che sia una ragazza… no, perché… ha più pettorali che seno…”)?
Ora sono 84 – 104 (e qualcosa…), che è una semi – fortuna, visto che la IVD è quasi introvabile, mentre la VD è già più comune (Sì, i modelli sono quelli che sono e i colori bianco e carnicino… ma pazienza. Se mi serviranno diversi, li tingerò.). Sì, la V mi è larga, ciò significa che mi scivola in tutto in avanti. No, non la posso stringere, o quando canto mi sego le costole.
Oh, i venti centimetri che mi mancano in altezza dovevo pur recuperarli da qualche altra parte, no?
Ascoltate bene la canzone. Sapete cosa sono arrivata a spendere per due reggiseni (che non porterò più perché sono piccoli, merda!)? € 100. In saldo. Voglio dedurli dalle tasse!
2
Ma avete sentito tutto quel casino sulla scuola “di Bergamo” che ha adottato il badge?
Allora, prima di tutto non è una “scuola di Bergamo”, ma è l’Itis che c’è a duecento metri da casa mia. A Seriate. (il confine con Bergamo è a cinquecento metri da casa mia, ricordo XDDD.)
Ma non è questo il punto.
Il punto è che il Sarpi è al secondo anno di badge. E tutti se ne sono strafregati!
Ma insomma! Il Sarpi! Il Sarpi vale meno di un Itis (anche se è l’Itis di Seriate… una scuola coi controcazzi)!
Protesto!
3
Di Pietro ha le manie di grandezza. Si crede Berlusconi, da quando hanno iniziato a girare tutte quelle foto / notizie su storie poco chiare del suo passato.
Ma va’, va’, va’ da un logopedista!
4
Dove devo andare io. E glielo dicevo quando avevo 7 anni, a mia madre!
Praticamente, la pronuncia della mia /gl/ sposta indietro la posizione. Abbasso il palato, stringo, blocco i pilastri… insomma, tutto a puttane.
Io non sento che sbaglio. E anzi, il suono che mi esce quando faccio gli esercizi per mettere la lingua nella posizione giusta mi sembra una cosa oscena.
Devo dire “Lllgl”.
Ho un’aria di Mozart da imparare. E’ provando questa che Fra Stefano (che è il… tirocinante? Mmh?) ha scoperto l’orrore della mia pronuncia e a tentato di porvi rimedio.
Avete capito bene le parole?
Devo chiedere alla professoressa se l’ha fatto apposta o è il destino.
Comunque, le arie delle servette mi piacciono un sacco. Le nobildonne o sono tristi o ingannate o muoiono o impazziscono o… fate voi.
Le servette sono sempre allegre e furbe.
Certo che cantare in successione l’aria di Despina e poi quella di Susanna… c’è da diventare schizofrenici.
Mmmh. Capisco che questa frase avrebbe bisogno di qualche paragrafo di spiegazione per chi non conosce le opere e la psicologia delle due fanciulle… un’altra volta?
5
Ho fatto di nuovo una di quelle spese folli in libreria. Ho fatto incetta di Hornby, che è da quest’estate che mi chiedo se potrebbe diventare il mio prossimo scrittore preferito (e dopo aver letto una raccolta di articoli, cioè!).
High fidelity, How to be good, About a boy (con Hugh Grant e Nicholas Hoult in copertina… cioè, mi sembrava di comprare un dvd)…
Sono libricini minuscoli…. Ma sono scritti in… non so, in 6 pt?
Ho iniziato High fidelity in conservatorio… la parte che ho letto quando ero da sola è da morire dal ridere, poi si è riempito di bambinetti e già capivo una parola si e tre no, poi col casino che c’era…
Qui a casa ho iniziato About a Boy, che, dizionario alla “mano” (installato sul computer) e zero – nove parole cercate per pagina (e scarabocchiate a matita sul libro)… insomma, me la cavo benone.
È un inglese un po’… molto colloquiale, alla fine lo capisco quasi meglio senza dizionario… ma che rabbia se non ti viene come dirlo in italiano!
(E poi ci sono delle frasi che controllandole risultano dei grandi fraintendimenti… ci rido su, ma se dicessi che “alla fine ci sarei arrivata”, mentirei)
Una ragazza mi fa: “Uh, leggi [hornbi]? Che bello! Non fosse che verso la metà del libro si ammoscia…”
“Uhn. Grazie… Ma scusa, come lo pronunci?”
“[hornbi]. Perché?”
“Perché pensavo si dicesse [ho:*nbai]”
“Ah. No. Mmh. Forse hai ragione te.”
Ma io non sono affatto sicura di avere ragione. È lo stesso errore di quei professori che leggevano il cognome di un mio compagno [‘gu:oli] invece di [‘gwo:li].
Boh, mi porterò il dubbio nella tomba.
PS: scusate, ma la o medio bassa non riesco a scriverla, qui sul blog XPP


